Thursday, June 23, 2016

I Film italiani, ma con un certo senso di tenerezza


Assisto a un compleanno di "18 anni". Ora capisco dove si pescano le situazioni per i film italiani sui giovani per famiglie più o meno giovani.
Tenerezza soprattutto. Giovanotti in giacche e cravatte spaiate e prestate dai padri. Scarpe larghe con le stringhe sciolte. Le ragazze stanno dritte sulle sedie e vogliono sembrare più grandi di quello che sono. Quella a capo tavola con le tette più sviluppate delle altre che sta un pó gobba per vergogna.
Il secchione, che anche se ci sono trentasette gradi fuori si è messo un cardigan coi bottoni.
Il "bello della classe" che mostra sicurezza, probabilmente quella nella terza sedia a destra, anche se non è la più bella, gli ha fatto la prima seghina alla festa di compleanno di uno degli altri della "cumpa". Ora lei vorrebbe continuare la storia con lui, ma lui punta alla tettona a capotavola, quella di prima che sta un pó gobba, ma a cui piace il figlio del notaio che siede nell'ultimo angolo a sinistra. Lui sta in disparte perchè è il secchione, ma ha un fratello più grande che spaccia fumo e che ha fatto due giorni in galera, o così si dice.
C'è l'anoressica sensibile che a tre quarti del film si suiciderà con una boccetta intera di Xanax in gocce per via del fatto che non si piace e quindi è convinta che non piacerà mai a nessuno e allora si beve tutte ste cazzo di gocce, e con il sottofondo di una musica drammaticissima di qualche squallida band raccomandata italiana ci sarà questa catarsi di dramma e lacrimuccia che ci condurrà mano a mano come bravi bambini ammaestrati ad un finale nel quale impareremo che la vita va avanti comunque, e in realtà siamo tutti buoni e cattivi allo stesso tempo.
E i buoni e i cattivi non esistono, nemmeno il figlio maggiore del notaio che spacciava, che in realtà è buono anche lui perchè tutto sommato è stata la vita e l'assenza della figura paterna a portarlo a fare le scelte che ha fatto.
Si fanno delle firme, dei contratti. Poi ci sarà gente che tirerà fuori del grano sonante.
Esce il film o il libro, o forse prima il libro e poi il film visto che qualche autore lo si trova. C'è la fila di autori.
 Poi ci saranno delle presentazioni in giro da Celtrinelli perchè siamo ovviamente tutti di sinistra e la sinistra è buona e quindi va bene. Poi passerà del tempo, le generazioni cresceranno, si parlerà di questi film come un fenomeno dei tempi, come qualcosa che doveva essere fatto.
Gli attori che hanno fatto questo film saranno cresciuti, alcuni saranno scoppiati, perchènsi saranno drogati di brutto nelle serate nei club ovunque, altri magari faranno qualche film (o serie televisiva) interessante. Si organizzeranno premi. Premi dove saranno premiati anche quelli che portavano i panini a quelli che sistemavano le luci.
Poi si andrà nei locali della capitale (ovvio e dove se non nella capitale?) e incontrerai il montatore della serie televisiva che è uscita ispirandosi al film del "regista per fascia di film da famiglia ma con tema giovani del centro Italia" e gli stringerai la mano e gli farai i complimenti per il montaggio.
Ma dopo il terzo martini ti accorgerai che tutto ció non ti appartiene e vorresti solo ascoltare l'ultimo disco dei Russian Circles, che nessuno se li caga e non hanno nemmeno un cantante ma sentirli ti aiuta a dimenticare il vuoto pesante e insistente della presenza inutile di questo mondo di merda.
E allora, come disse l'immigrato ametrano di Bianco Rosso e Verdone: 
"Annat' tutt' quant a piglià n't er cul!"
E sostanzialmente in Italia è il difetto che fa la differenza, non il pregio. Ma va bene così, c'è la pastasciutta, le belle donne, gli uomini con le maniglie dell'amore e l'ATAC: Associazione Teologica Amici Cristo.



Sunday, November 15, 2015

Una buona domenica

Lui si sveglia con l'odore del caffè. La vecchia nonna deve averglielo preparato.
In cucina c'è sempre qualcuno che cucina. Di là risa di bambini.
Un fiasco di vino rosso sfuso sul tavolo, l'ha portato un cugino demente di Campobasso.
Entra, apre il frigo e prende una caciotta semistagionata, regalo della portinaja calabrese. Ne taglia una fetta e la mangia con del pane casareccio. Di grano scuro, tipo quello di Lariano. Il caffè è fatto con una moka da tre. Si chiede se è meglio questo o l'espresso del bar.
La vecchia madre vestita perennemente a lutto è lì a cucinare un sugo di carne da due giorni insieme alla nonna, la prefica. Il profumo fa svenire.
In casa vivono in dodici. Uno dei fratelli è culo. Lo sanno tutti ma non lo sa nessuno. Ancheggia per il corridoio, quello lungo con la foto incorniciata di Padre Pio, sia benedetto. Sia benedetto anche il ricchione, forse guarirà.
Si mangia finalmente, mezzo chilo di pasta a testa. Poi non si dica che la pasta è la scelta economica. A tavola anche i più piccoli tacciono, altrimenti volano schiaffoni.
È domenica. Due le cose da fare: svuotare i coglioni e svuotare la Beretta in faccia all'infame.
Lui esce, prende la Ritmo e va a fottersi una puttana in casa dove si sta comodi per quella mezz'ora. Paga, rutta e si lava le palle. Se le lava dopo.
In macchina alza la chiappa e fa una lunga scorreggia sonora. Nel sugo di mamma c'erano un sacco di cipodde.
Fa le scale e suona al campanello, il tizio lo riconosce e lo accoglie a braccia aperte. Gli spara in faccia e il sangue ha lo stesso colore di quello che ieri aveva visto in macelleria. Le fette 10 euro al chilo. Deve ricordarsi di prenderne una bella scorta per le braciole.
Nessuno lo vede, tutti si fanno i cazzi loro. Teste di cazzo.
Torna sui suoi passi e getta il ferro in un fossato. 
La prende lunga e gli viene un languorino, va in autogrill e compra I COGLIONI DEL MULO da tre chili, quello col lardo in mezzo, che regalerà alla madre la sera, terminati i giri.
Capatina al bar Sport dove I fratelli Marranzano gli daranno la busta. Si accende un toscano ma è solo adesso che si accorge che sulle mani non ha odore di polvere da sparo o ferro rugginoso della pistola, bensi quello della caciotta semistagionata.
Imbosca la busta e stringe le mani ai fratelli. Uno secco secco e strabico, l'altro obeso e forforoso.
Si fa un aperitivo a base di verdicchio gelato e patatine dal sacchetto con dentro la sorpresa. La sorpresa è una piccola spilla di plastica grigia che dovrebbe sembrare una stella da sceriffo.
Torna a casa e regala la spilletta a uno dei fratelli più piccoli. Il piccolo gli dice che da grande vuol fare lo sbirro. Siamo apposto.
Sente la mancanza del padre. Vede una foto appesa dove gli tiene la mano sulla testa e ridono.
Ora però non c'è un cazzo da ridere.
Però intanto i soldi a casa ci stanno.
La madre fa i salti di gioia per i coglioni del mulo e li appende in cucina di fianco al ferro di cavallo cosentino.
Stasera c'è la partita, si cena davanti al televisore. Ci stanno i fritti.
Lui pensa che dovrà procurarsi un altro ferro. Poco male ci sono gli albanesi giù al porto. Domani avrebbe fatto una capatina, e si sarebbe mangiato anche una bella frittura di paranza. E poi magari anche un'altra scopata.
Domani.
Oggi la pagnotta a casa l'ha portata. Staranno tutti con la pancia piena per un pò. I conti tornano.
Alza la chiappa e fa una sonora scorreggia. Vede che nonna sventola disperata un canovaccio e quindi indica mamma come capro espiatorio per l'aerofagia. Non ha tutti i torti.

Domani rotture di cazzi, nuovi compromessi, ma ora c'è la partita. Non è ancora finita la giornata e oggi è stata una buona domenica.

I coglioni del mulo, con il lardo in mezzo.


Friday, August 21, 2015

La parabola del pittore cinese e dell'imperatore.

C'era una volta un pittore cinese che lavorava al ristorante FENG di una traversa di Paolo Sarpi.
Un pomeriggio, mentre scongelava carne di topo nel cortile sul retro venne avvisato che quella sera a cena ci sarebbe stato l'imperatore di Bruzzano, il migliore spacciatore di barella, nonchè appassionato di cucina esotica.
Si fece sera, e finalmente giunse l'imperatore coi suoi mandarini a cavallo di T-Max truccatissimi. Volle ordinare il suo piatto preferito, la specialità del pittore cinese. Che poi non era un vero e proprio pittore, insomma lo era stato, ma visto che le sue opere facevano cagare si diede alla cucina, anche se i suoi amici continuavano a sfotterlo chiamandolo in modo sarcastico "Il Pittore".
 - Ah, sei un pittore? -
 - Si - 
 - Allora dipingimi sto cazzo. - E tutti a ridere.
Comunque l'Imperatore di Bruzzano ordinó il famoso POLLO DEL NAVIGLIO, che poi era carne di topo. Scongelata, fritta e in agrodolce.
Il Pollo del Naviglio era il piatto preferito dei Bruzzangeles perchè aveva un buon sapore e non costava un cazzo.
Arrivarono le pietanze e gli ospiti mangiarono avidamente.
Si fecero un tiro di bbamba a tavola, tanto chi guardava si pigliava gli schiaffi. Come da copione di digestivo ordinarono tutti un Limoncè doppio, pagarono e se ne andarono a fare mafieggio all'ATM che ora faceva davvero brutto, tra gente di fuori, tardone disperate, e camerieri che urlano.
La notte l'Imperatore e i tamarri morirono tutti dopo aver sofferto di orrendi dolori e spasmi al colon.
Adesso Il Pittore cinese è in galera e ha cambiato sesso.
La morale fatevela un pó voi, testine.

Ps: Ah, ma tu sei un lettore?
Si?
Allora leggimi sto cazzo.


Tuesday, March 3, 2015

Il Nebbientho

Il Londonivm è la sostanza che introdotta nel Baluciterivm crea il Nebbientho.
Il Nebbientho non è una vera e propria costruzione chimica, è il risultato di studi scientifici applicati alla magia nera.
La nostra società è retta da tecnopati che controllano e garantiscono il costante flusso di Nebbientho per la popolazione.
I tecnopati inseriscono il Londonivm negli enormi Baluciterii dove si crea il Nebbiento.
L'occupazione fondamentale della gente è quindi cercare e raccogliere il Londonivm dove ci sono maggiori concentrazioni dello stesso, di notte, nei luoghi più remoti della città. Le zone più ricche di questa essenza sono presso i cimiteri e le periferie.
Il Baluciterivm è un immane costruzione biomeccanica a cupola nera che sovrasta le città dal centro, di modo che non esistano più centri delle città. Prende nome dall'enorme mammifero che visse nell'Asia Centrale tra i trena e i venti milioni di anni fa, comparso nell'Oligocene e scomparso nel Miocene. Il Baluciterivm sia meccanica che organica, frutto dell'ingegneria avanzatissima della nostra epoca.
Grazie al Nebbientho la popolazione vive priva di problemi e al sicuro di ogni turbamento. Grazie al Nebbientho la gente pensa meno. E ciò è bene per i Tecnopati, che meticolosamente distillano la sostanza e la distribuiscono durante il giorno, oscurando il cielo e proteggendoci dalla luce.


Dal verbo di Vögel: "Non di solo pane vive l'uomo, ma del Nebbientho dei grandi tecnopati."
Il tecnopate Zauss mostra con orgoglio un primitivo modello di Baluciterivm, l'Arkanoid V.1.2

Wednesday, February 25, 2015

Racconto molto simbambè

Oggi, una brava persona che tuttavia conosco solo di vista, si è messa a farmi un panegirico ispiratissimo sul pericolo di venire traviati dal Diavolo.
In seguito a un'ansia immonda che ho tarpato con due fette di carne e del riso integrale, ho pensato bene di scrivere un breve raccontino.
Lo pubblico qui sul blog visto che è un bel pó che non lo aggiorno di contenuti.

--

I cugini Biku e Baku se ne andavano simpaticamente a spasso in cerca di scorie radioattive per avvelenare i propri amici quando incontrarono Murmur mentre si manifestava a un crocicchio. - Ciao Murmur, che si dice, - fece Biku, mentre l'altro rispose, - Ciao amici, sono apparso per farvi un regalo. Vedete laggiù? Dietro quell'angolo cecoslovacco una madre passeggia coi propri neonati nella carrozzina. Fatele una bella sorpresa. - E scomparve in una nuvola di zolfo.
Biku e Baku estrassero rispettivamente un ascia e una drusa e rapirono i bambini restituendoli mutilati alla madre, che in segno di riconoscenza si infiló due lunghi spilloni nelle tempie.
 - Vabè non avremo trovato le scorie, ma in compenso ci siamo divertiti un mondo, vero Baku? -
 - Puoi ben dirlo, fratellino. Piuttosto, che si mangia stasera? -
 - Feci e sangue caro mio, feci e sangue. -

Sunday, September 14, 2014

L'importanza di essere Sagas

Aveva deciso di farla finita una volta per tutte, ma un suicidio in sordina non avrebbe fatto al caso suo.
Tanta era l'amarezza per una vita di grandi aspettative andate in fumo sempre per un soffio, che la rabbia aveva preso il sopravvento.
Il vedersi immancabilmente superare giorno dopo giorno da mediocri che si accontentavano dell'uovo oggi invece della gallina domani lo aveva convinto che questa vita ormai non aveva più un senso.
La morte sarebbe stata una liberazione.
Ma insieme a lui sarebbero dovuti morire in molti, soprattutto innocenti a casaccio, per far si che la notizia fosse tanto clamorosa da lasciare il segno per sempre.
Prese un treno diretto a Napoli.
Si portò uno zainetto con un chilo di simil C4 fatto con le istruzioni prese da internet.
Tanto sui treni non c'è il controllo di sicurezza che c'è sugli aerei. Che coglioni, una strage su un treno è ben peggiore di una in aria.
Salì sulla carrozza e aspettò che il treno ripartì dalla Stazione Termini. Era pieno di nullità con le loro croci sulle spalle, ma a lui cosa gliene poteva fregare? Già si fregava le manine.
Mise la bomba nel cesso e settò il timer. Andò a sedersi comodo e con una specie di sorriso di sollievo stampato in faccia attese.
Basta con le sconfitte. Basta coi progetti in fumo e le sue idee fregate da quelli più svelti o con più soldi di lui. Basta coi bambini dei terroni che piangono nei treni. Basta coi ristoratori furbetti e con i barman coi baffi. Basta con le Littizzetto che starnutiscono e sperano di avere un raffreddore per non presentarsi in ufficio. Basta coi froci della moda e le fashion blogger che guadagnano a fare cosa? Basta con i cretinetti, i figli di papà con la casa a Miami, le troiette che nelle foto fanno la bocca a culo di gallina e fanno V con la manina, copiando i negri del rap, che ora è di moda. Infilateveli nel culo quelle manine che fanno la V.
Basta con tutto!
Che poi anche gli asiatici ad ogni foto fanno V con la manina. Lui gliela voleva mozzare quella manina che faceva la V
Erano quasi le 17 e ventisei quando la bomba scoppiò.
Morirono in 400 persone.
Lui sopravvisse illeso. Nemmeno un graffio. Tipo quel film lentissimo con Bruce Willis dove non si capiva se era o no un supereroe.
Lo arrestarono, ma il processo divenne un fenomeno mediatico e durò all'infinito. Non si capiva se era matto o ci faceva.
Finì ospite a Porta a Porta e scrisse un libro che divenne bestseller e da cui fecero un merdoso film italiano con Muccino che recitava doppiato da Jovanotti (tanto più o meno è la stessa cosa).
Divenne ricchissimo e si disgustò di se stesso fino a quando non entrò in politica.
Per la gente era una specie di vittima stigmatizzata del sistema.
Si infilò nel culo una panetta da un chilo di simil C4 rifatto con le istruzioni prese da internet e si presentò a timbrare il cartellino a Montecitorio e lo fece saltare per aria una volta assicuratosi che fosse al completo.
Sta volta morì anche lui, ma andò all'aldilà e divenne santo subito.
Per meccanismi che noi non possiamo sapere Lui resuscitò e tornò in terra, e siccome dall'alto dei cieli aveva imparato i numeri giusti, andò dal tabaccaio che San Pietro gli aveva consigliato e comprò un grattaevinci Megamiliardario da 10 euro.
Vinse due milioni di euro senza fare una piega davanti a svariati sudamericani e filippini che grattavano inutilmente i loro Portafortuna da un euro o i Turista per Sempre da 5.
Coi soldi comprò 200.000 Megamiliardario in giro per l'Italia e vinse successivamente l'importo di altri dieci milioni di euro.
Divenne immortale e tutti lo venerarono come il dio della fortuna. Per adorarlo meglio la prassi era inchinarsi urlando LODEM! LODEM! LODEM! Tre volte e con un dito nell'orecchio e l'altro nel naso.
Aveva un iPhone a energia solare collegato a dei satelliti che grazie ad un'applicazione fatta su misura per lui ricercava e disintegrava la gente con la barba e coi pantaloni col risvoltino sopra la caviglia.
Non faceva l'elemosina ed era un bastardo e ci godeva come un matto a vedere gli altri star male e diventare sempre più poveri.
Primeggiava tra i sottoposti perchè era anche il più bravo a fare tutto.
Era anche il tronista più importante.

Sagas.





Wednesday, March 26, 2014

Io sono quello che ha vinto al Grattaevinci.

Ho vinto al Grattaevinci. Ho vinto un sacco di soldi, non posso dirvi quanto sennò arriva quello delle tasse.
Con quei soldi ho preso tanta droga e sono andato allo strip club. Ho comprato anche delle armi e dell'esplosivo.
Ho fatto una rapina in banca e son scappato nella notte con ancora più soldi, ma proprio tanti. Li ho nascosti in un altro strip club. Poi ho preso a caso altri Grattaevinci, ma tanti. Uno ovviamente mi ha fatto vincere altri milioni di euro. Sbibbe non ne sa nulla, nemmeno la Kyenge, infatti ho commesso il crimine perfetto. Complimenti!
Ho messo una bomba a Montecitorio e ho dichiarato uno stato militare dittatoriale. Ho preso possesso dei media diffondendo solamente pornografia e Wrestling.
Ho dichiarato guerra al resto del mondo ormai rincoglionito. Ho clonato me stesso in milioni di copie sovrumane, ma ho ibernato il vecchio me.
In seguito ho colonizzato il lato oscuro della luna e pisciato in gran quantità sulla terra. Loro hanno pensato che la pioggia fosse diventata gialla a causa dell'inquinamento e quindi sono diventati tutti vegani. Ho schiacciato il bottone della distruzione. Tutti i vegani sono morti come mosche. Ora il creatore di Candy Crush mi ha programmato in esclusiva una versione del gioco con vite infinite.
Nel frattempo i miei cloni si autoriproducono con svariati miglioramenti fisiogenetici e a migliorie esponenziali si è arrivati alla conclusione che un corpo non sia più necessario per me e per te. Bastano delle sbarre senzienti connesse neuralmente con il multiverso per vivere la nuova vita del futuro che ho preparato per voi. Sulla Terra, il pianeta delle scimmie, le dignitose macchine senzienti già scuotono le loro teste virtuali alla vista degli altri umani vecchio stile ancora alle prese col loro stupido corpo pieno di malattie, grasso, e imperfezioni.
Gente che ancora legge i libri, gente che ancora lavora, gente che ancora subisce le reazioni chimiche degli ormoni e le confonde per amore, rabbia, amicizia, tristezza, gioia, senza averne controllo come invece noi superuomini facciamo.
Io sono colui che ha vinto al Grattaevinci e l'ha messo nel culo a tutti. Io ho il telefono sempre carico. Ho scorte di calzini Filo di Scozia in offerta speciale cinque paia 15 euro pressochè infiniti.
Io ho una sedia girevole che ho rubato in banca. Io sono il più grande esperto di Martini Cocktail al mondo. Io ho un sistema per far suonare i citofoni di notte e poi loro rispondono e non c'è nessuno e si prendono paura.

Io non pago le multe perchè ho l'amico vigile che le fa sparire.
Spipps



Wednesday, March 5, 2014

Home Sweet Home

Sto ascoltando Little Lover cantata da Bon Scott. Che se non sbaglio è morto qualche tempo fa. Giusto un pò di tempo fa.
Insomma continuo ad ascoltarla mentre mi trovo proiettato da un drugstore all'altro, attraversando il Minnesota ghiacciato a - 18; il Kansas deserto con le pompe di petrolio vecchissime ancora tetramente in funzione in un disperato nulla; il Colorado con le miniere d'oro e il Norad coi suoi scappati di casa reduci da esperimenti mentali; lo Utah coi camionisti sdentati che ti chiedono se sei in una band.
Ma non solo loro. Tutti te lo chiedono: "Hey ragazzi siete in una band, vero?" E tu gli rispondi, "Si, suoniamo ai funerali. O ai matrimoni
Le prove del fuoco.
Miami e i ragazzi espanglish che ora sono come fratelli. La desolazione psichica di Tampa e il mal di gola del cantante. L'aerosol rotto e la ricerca per l'attrezzo nuovo. Ci vorranno 10 giorni circa e la benevolenza di un negozio di ebrei di Washington che te lo vendono sotto banco. In Usa la macchinetta è fuori legge se non hai il mandato del medico. Solo gli ebrei ti vendono anche la madre. E per fortuna.
La tempesta di neve per arrivare a Philadelphia e l'annullamento della data con conseguente giramento di coglioni e forzato day off (odio i day off, ma relativamente, ti riposi, ma ti rompi i coglioni che la metà basta) nel quale organizziamo un party per i fan in un bar. Conta dei fan: zero, solo noi, Justin il batterista degli Skinny Puppy, il nostro tour manager e i baristi che ci offrono da bere e fanno foto sotto i neon desolati di una meravigliosa città deserta.
New York è ghiacciata, ma è come il muro dove tutti si devono scontrare per battezzarsi a rocker. E ho l'onore infinito di suonare al Webster Hall, che poi è il mitico The Ritz, si, quello dove nell'88 hanno suonato i Guns n Roses. Sei pronto a menartela alla grande quando poi però invece finisci a fare un sound check merdoso e all'ultimo. Ma poi spacchi lo stesso lo stage. Perchè sei il Lord e sei posseduto dagli dei del rock. E perchè tu sei li e il momento diventa eterno. E la voce supera ogni confine con le galassie e senti che stai veramente vivendo solo in quel momento. E ringrazi la vita. Poi finisci nella pattumiera ubriaco e perdi il telefono, chiami e te lo riportano dei ragazzini.
Amici che prendono un aereo dall'Italia per vederti e altri che vengono dal New Jersey.
Fuga da New York e ti svegli nel furgone intirizzito verso le tre del pomeriggio in mezzo al nulla, e ti trovi una ciambella appena fatta sotto il naso. oppure ti fai delle uova e bacon in un diner con gli occhi ancora chiusi e quel sapore di merda in bocca. E puzzi costantemente di whisky dalla pelle, perchè non fai altro che bere quello. Diciotto date in meno di un mese e diciotto bottiglie di Jack Daniels. Escluse le casse di birra e i martini e gli altri bourbon gentilmente offerti dalle care bariste di tutto il Nord America.
Ti presenti coi pass del tour e con una faccia di merda, retaggio terrone, e ti offrono da bere.
Boston e il Royale, gente che viene sempra da più lontano per vederti. Ti si scalda il cuore. Alcuni ti raccontano che è grazie a te che non si sono ancora suicidati, che è grazie alla tua musica e alla tua voce che vanno avanti, che trovano la forza. Ti commuovi.
Ma non troppo. Sei sempre il boss di Detroit e finisci in posti malfamati. Forse quello che ti salva è sempre quello stupido pass che ti porti addosso. Un fan mi fa: " Tu sei un grande, lo sai cosa facciamo qui a Detroit? Bruciamo le chiese." E io, "Giusto, mi sembra giusto." E ci abbracciamo come cugini.
Mangi merda dal mattino alla sera, sempre, eppure non ingrassi. Sei sempre a farti un culo pazzesco.
Volevi fare i Guns n Roses, eh? Ecco, divertiti. Scarica e carica la roba sotto la neve e appena finito lo show, nudo come un verme e sudato come una bestia. Svuotato di tutto.
Gli strip bar di tutto lo stato ci salutano. E noi salutiamo loro.
Gli occhiali persi, le giacche rubate, gli strumenti che si rompono o che smettono di suonare improvvisamente. Le interferenze nei monitor auricolari nel bel mezzo dello show. Smetti di sentire tutto o senti un pezzo di partita di football mentre stai cantando. Scivoli e un ginocchio va a puttane per un paio di giorni. Ma non senti più un cazzo ormai. Non senti quasi più nostalgia di casa. Il tuo punto di riferimento è la bara ambulante e i tuoi compari diventano fratelli. Ti pari il culo a vicenda.
I coglioni che vengono sempre a dirti "Eh, ma la voce era bassa", e tu dopo due o tre volte vuoi spaccargli la faccia.
Sembra Spinal Tap, leggi recensioni belle e recensioni che ti fanno incazzare, di gente che non ha capito un cazzo e non sa il mazzo che ti fai durante un tour. Non l'hanno mai fatto, non lo faranno mai; stanno lì coi loro occhiali e barbe del cazzo, con Wired sulla scrivania, a puntare il dito e a dire che tu sei troppo Motley Crue per il pubblico. Che cazzo dovrei essere, qualche culattone sifilitico di sinistra forse?
Chicago spacca. È la vera Gotham City d'America secondo me, la gente è fantastica, e trovi davvero di tutto. Davvero.
E come cavolo si può mangiare bene in America amici miei! A New Haven, in mezzo al nulla e alla neve ho mangiato da Pepe's Pizza una delle Margherite migliori in vita mia, da reggere il confronto con quella di Michele a Napoli. Non scherzo! E i granchi giganti dell'Alaska.
Denver e gli amici del Colorado. Erano tre anni che non tornavamo lì, tra i vari tour europei e dj set mi mancavano questi posti, e il calore umano che in Europa e specialmente in Italia non c'è più. Perchè siamo un paese di snob e di invidiosi e perchè facciamo la Guerra dei Poveri.
Salt Lake e non hai nemmeno il camerino: "Dove cazzo è il MIO camerino?!" "Stai calmo Axl! Va tutto bene Axl, Ora ti diamo il tuo Xanax!"
È sempre più Spinal Tap. Ma fai sempre due warm up, prima e dopo il sound check, e stretching e ti pompi con gli elastici e le flessioni al suono dei Fastway. Prendi la bandiera, ti fai uno shot di jack (o due) e sali sul palco durante la intro e il cuore smette di battere. Alzi la mano e centinaia di persone la alzano e gridano. E con questo gioco tu muori e rinasci ogni giorno.
E ti ritrovi una settimana dopo, finalmente a casa tua, nel vecchio continente, tre chili meno, occhiaie da cadavere, con la schiena a pezzi, imbottito di Synflex, in rehab, non riesci a dormire per il jet lag, a vagare per la casa col pass. Magari troverai qualcosa nel frigo, oppure tua moglie ti farà entrare nel privè del letto.
Dopo averti dato una bella strigliata con tutti i disinfettanti esistenti.
Diciotto bottiglie di Jack e una media di 250 bottiglie e lattine di birra, a volar bassi. E tutto il resto.
La sveglia al mattino è, ironia della sorte, sempre e comunque Una Splendida Giornata di Vasco Rossi.

E rifaresti tutto ancora e ancora, perchè ormai sei uno zingaro. E perchè È bello doppo il morir, Vivere anchora.


Thursday, October 3, 2013

FAECALOS


Sul web, e in particolare su Youtube, da un bel pezzo spuntano come funghi svariati canali paradidattici.
In questi "canali" vedo trattare i più svariati temi. Alcuni fanno giochi di prestigio con le bottiglie di cocacola riempite con le mentos, se le infilano nel culo e poi esplodono con somma gioia dei loro amici e colleghi premi nobel per la ricerca scientifica.
Altri, e specialmente ragazze tra i 20 e i trent'anni, fanno degli indispensabili tutorial su come ci si deve truccare, oppure dei video fashion blog che trattano delle svariate applicazioni trendy o di usi e costumi legati alle ultime tendenza di moda.
Per non parlar della miriade di video blogger che ci insegnano a fare questo o quella ricetta di cucina. Tipo quella della mummia col cane di fianco alle padelle.
Io apprezzo particolarmente la figura dei video blogger e in particolare quella delle fashion blogger.
Pertanto, ispirato dalla loro esistenza, ho pensato di aprirne uno anchio, che dedico fortemente a loro con tutto l'amore che ho: un video canale su come si va a cagare.
Un nome non l'ho ancora, perchè la cosa è fresca di immediata ispirazione, e mentre sto scrivendo questo Manifesto penso già al mio trono di Richard Ginori, ma vi informerò a riguardo al più presto.
Mentre la merda scende dura, ma fluida, e sento un bel ploff giù nel tazzone, ispirato dalle facce delle bloggers più indottrinanti, inizio quindi a darvi un'anticipazione delle innumerevoli puntate e delle prospettive che verranno affrontate nel corso del tempo.
Cagare stesso dovrà divenire un progetto.
Inizierò con delle nozioni e consigli sull'alimentazione più adatta per mettersi in gioco nel modo più corretto, per raggiungere la qualità e quantità desiderata.
Coi miei consigli si potrà ottenere del gradevole Crem Cacarèl, oppure dei simpatici Merdigotti, oppure un dignitoso e imperiale Marròn Caghè. Insomma tutto sarà possibile!
Passeremo poi a descrivere i diversi atteggiamenti da assumere nelle svariate situazioni sociali. A lavoro in ufficio; appartati nella tundra; in tranquillità a casa propria o in albergo; la cagata on the road, quella a sfregio a casa d'altri; la botta e via.
Affronteremo il tema del fecaloma estremo, quello che ti coglie impreparato di notte per istrada e non hai nulla per pulirti. Un consiglio, fatelo dietro la porta della macchina aperta, per crearsi un vago diversivo e sostegno: a volte è proprioquestione di vita o di morte.
Si dirà come approcciarsi alla cagata casalinga dal punto di vista psicologico. Se deve essere con calma oppure se si ha fretta. Con porta aperta o chiusa.
Vi enuncerò le tecniche più all'avanguardia per pulirsi il culo in presenza o in mancanza di bidet. Non scherzo. Le ho provate tutte. Dal Fresh & Clean (originale o tarocco…), all'appoggio su lavandino a 3/4, add'altre anchora. I vari tipi di carta igienica, la giusta quantità e qualità, il modo corretto per piegarla e afferrarla e utilizzarla. Come sprecarne il meno possibile!
Quindi si parlerà anche di risparmio ecologico dell'acqua dello sciacquone, e il momento più opportuno per  tirarlo.
Trucchi per nascondere e/o disperdere l'odore. Si sa che il nostro ci fa piacere, ma non è così per gli altri.
Cosa leggere durante l'evacuazione, se giocare o meno a Sudoku o alle parole crociate, e cosa ben più importante: le facce da visualizzare. Degli studi universitari all'avanguardia hanno infatti rivelato che alcuni personaggi noti inducono a una minzione sfrenata e anzi, a determinati e svariati effetti differenti. Questi sono dai cantanti di musica italiana a signori del mondo della politica o del gossip. Provare per credere, io tengo appeso al muro svariate facce e se voglio fare una bomba solida guardo un Brosio, piuttosto che una Littizzetto per una cagata a spruzzo laterale con scorreggia a stracciapercalli! Le possibilità e le combinazioni sono pressochè infinite!
Tratteremo l'argomento delicato della scelta di tenere il telefono acceso o in modalità aereo. I pro e i contro.
La musica più adatta? Nesun problema, anche su questo vi chiarirò le idee. Certo, ascoltare Jovannotto fa cagare, ma al tempo stesso irrita causticamente il colon. Attente saranno le valutazioni a riguardo.
Ci saranno addirittura degli special spin-off che si sposteranno sulla pisciata. E scientificamente applicherò gli stessi criteri e le stesse procedure.
Il come, il dove, il quando e il perchè.
Verranno poi realizzate schede basate su dei profili esistenti, e badate bene, grazie al feedback e alle numerose richieste con gli utenti, consigli didattici a vostra misura!
Si aprirà un forum specializzato su ogni tematica, ma soprattutto: organizzeremo dei grandi eventi sponsorizzati da case farmaceutiche e produttori di carte igieniche !
Io, da CEO e Maestro Indiscusso della cagata sarò più che benevolo verso i miei adepti. Creerò un help desk per ogni esigenza e in seguito una Task Force con servizio d'emergenza a domicilio e numero verde per la cagata.
Seguitemi: vi illuminerò!
E tu dimmi, graziosa fashion blogger, dimmi come ti esprimi sulla tazza. Perchè qui di espressione proprio si sta parlando. E forse, da oggi, si toccherà il cielo finalmente spingendo verso il basso!
E ora torno a cagare.
E due!










Tuesday, June 25, 2013

Due amici. Un pomeriggio.


Domenica.
Un amico scrive all'altro e gli dice che si sta bevendo un caffè all'ombra di un albero.
Potrei dire che si tratta di un acero giapponese rosso, ma farebbe frocio.
L'altro amico, che stava facendo la muffa dopo la sbornia, gli risponde che giusto il tempo di infilarsi le braghe sarebbe arrivato da lui.
Quest'ultimo va di corpo, si lava i denti, prende una pillola, si tira in dietro i capelli, infila le braghe dimenticandosi la cintura, mette la prima maglietta bianca che trova (ma non puzza), indossa scarpe con la punta che non son più di moda, ma lui lo fa apposta perchè della moda e delle nullità che ci stanno dietro non gliene frega un cazzo e anzi, gli fa piacere fare cose in spirito di contraddizione. Si mette nelle orecchie sempre la solita cosa da post sbronza domenicale (e non solo), ovvero il concerto di Keith Jarreth a Milano La Scala del 1995, Parte Seconda, dove al minuto 12:44 si ferma il mondo e si rivoluziona la nostra (e la vostra) realtà per come la si conosce creando una catarsi-rivelazione che forse non è bene che arrivi ai più, e susseguente rammarico che come al solito le cose migliori debbano per forza rimanere di pochi, con ragionamento a posteriori sul fatto che forse è proprio vero che le masse debbano essere dominate e sottoposte a dittatori illuminati.
Insomma, sta domenica, il secondo amico finalmente esce di casa, raggiunge ll primo amico al posto dove si son dati appuntamento, così, all'ultimo, senza preavviso alcuno, e senza programmare nulla (nè vedere un pò com'è la situazione…). Ecco si ritrovano.
Ore 14:40.
Fa caldo, ma tira una brezza piacevole e loro due godono della fortuna oligarchica di poter dirigere i raggi del sole altrove. Immaginiamo dei Diurni, come Blade, che però in più hanno il potere di mandare il sole in faccia a quei quattro stronzi del Fashion Week Uomo che starnazzano frociate tentando pateticamente di attirare una calva attenzione su di loro, ma ottenendo invece solo un effetto lassativo di ironia en passant. Ecco. I due amici rilassati sono così.
E che cosa ordineranno mai da bere questi due amici rilassati in questa domenica gradevolissima di una Milano che ha abbassato la guardia?
Acqua naturale fresca a nove gradi di temperatura. Con un appetizier di olive e mandorle.
Ore 18:00.
Arriva un leggero, ma ottimo Hendrick's Tonica con cucumber peel. Olive. Mandorle.
Il secondo amico ha ceduto irrimediabilmente al richiamo del drink. Del resto in una domenica di post hangover passata così gradevolmente sarebbe stato triste non celebrare con un brindisi dignitoso.
E attorno a loro, poveri ricchi sfigati che ordinano Caesar Salads senza formaggio, senza dressing, senza niente. Solo lattuga e pollo. E allora non facevi prima a chiedere dei petti di pollo con la lattuga di contorno? No, sfigato parvenue di sta fila di bottoni che arriva dalla bassa, fuori Milano, devi riempirti la tua stupida bocca con la parola ceasar salad. e mentre i gay eccitati per il Men's Fashion Week che stanno di fronte a te strillano "Pazza!", "Quella puttana di Marioooo", "ADOROOO", e una serie interminabile di "MPFFF", o scritto in inglese "MPH", o semplicemente "Mmh", ammiccando a cazzate di "Ultimi trend", i due amici sono lì seduti che si lasciamo scivolare tutto dalle spalle. Se ne fregano.
E si mettono a cantare Una Domenica Bestiale di Concato, che il secondo amico ascoltò per la prima volta quando uscì nel 1982, e alcuni ricordi felici dell'infanzia gli ritornano in mente. Per assurdo cose che odiava quando era piccolo, ma che ama ora che è adulto. Le polpette dopo la messa; i pasticcini di via Gulli; le false strette di mano della messa alla chiesa Rosetvm (Scambiamoci un gesto di pace…). 
E sostanzialmente come diceva Vasco nella meravigliosa canzone "Vivere": "Oggi voglio stare spento…" (Leggere anche il resto del testo completo e concludere il senso di ciò che si vorrà dare al tutto).
E un amico inaspettato, con poche parole, o a volte senza nemmeno dirle, diventa un fratello.


L'ottimo ed estivo Gin-tonica con Hendrick's gin e cetriolo.