Wednesday, March 5, 2014

Home Sweet Home

Sto ascoltando Little Lover cantata da Bon Scott. Che se non sbaglio è morto qualche tempo fa. Giusto un pò di tempo fa.
Insomma continuo ad ascoltarla mentre mi trovo proiettato da un drugstore all'altro, attraversando il Minnesota ghiacciato a - 18; il Kansas deserto con le pompe di petrolio vecchissime ancora tetramente in funzione in un disperato nulla; il Colorado con le miniere d'oro e il Norad coi suoi scappati di casa reduci da esperimenti mentali; lo Utah coi camionisti sdentati che ti chiedono se sei in una band.
Ma non solo loro. Tutti te lo chiedono: "Hey ragazzi siete in una band, vero?" E tu gli rispondi, "Si, suoniamo ai funerali. O ai matrimoni
Le prove del fuoco.
Miami e i ragazzi espanglish che ora sono come fratelli. La desolazione psichica di Tampa e il mal di gola del cantante. L'aerosol rotto e la ricerca per l'attrezzo nuovo. Ci vorranno 10 giorni circa e la benevolenza di un negozio di ebrei di Washington che te lo vendono sotto banco. In Usa la macchinetta è fuori legge se non hai il mandato del medico. Solo gli ebrei ti vendono anche la madre. E per fortuna.
La tempesta di neve per arrivare a Philadelphia e l'annullamento della data con conseguente giramento di coglioni e forzato day off (odio i day off, ma relativamente, ti riposi, ma ti rompi i coglioni che la metà basta) nel quale organizziamo un party per i fan in un bar. Conta dei fan: zero, solo noi, Justin il batterista degli Skinny Puppy, il nostro tour manager e i baristi che ci offrono da bere e fanno foto sotto i neon desolati di una meravigliosa città deserta.
New York è ghiacciata, ma è come il muro dove tutti si devono scontrare per battezzarsi a rocker. E ho l'onore infinito di suonare al Webster Hall, che poi è il mitico The Ritz, si, quello dove nell'88 hanno suonato i Guns n Roses. Sei pronto a menartela alla grande quando poi però invece finisci a fare un sound check merdoso e all'ultimo. Ma poi spacchi lo stesso lo stage. Perchè sei il Lord e sei posseduto dagli dei del rock. E perchè tu sei li e il momento diventa eterno. E la voce supera ogni confine con le galassie e senti che stai veramente vivendo solo in quel momento. E ringrazi la vita. Poi finisci nella pattumiera ubriaco e perdi il telefono, chiami e te lo riportano dei ragazzini.
Amici che prendono un aereo dall'Italia per vederti e altri che vengono dal New Jersey.
Fuga da New York e ti svegli nel furgone intirizzito verso le tre del pomeriggio in mezzo al nulla, e ti trovi una ciambella appena fatta sotto il naso. oppure ti fai delle uova e bacon in un diner con gli occhi ancora chiusi e quel sapore di merda in bocca. E puzzi costantemente di whisky dalla pelle, perchè non fai altro che bere quello. Diciotto date in meno di un mese e diciotto bottiglie di Jack Daniels. Escluse le casse di birra e i martini e gli altri bourbon gentilmente offerti dalle care bariste di tutto il Nord America.
Ti presenti coi pass del tour e con una faccia di merda, retaggio terrone, e ti offrono da bere.
Boston e il Royale, gente che viene sempra da più lontano per vederti. Ti si scalda il cuore. Alcuni ti raccontano che è grazie a te che non si sono ancora suicidati, che è grazie alla tua musica e alla tua voce che vanno avanti, che trovano la forza. Ti commuovi.
Ma non troppo. Sei sempre il boss di Detroit e finisci in posti malfamati. Forse quello che ti salva è sempre quello stupido pass che ti porti addosso. Un fan mi fa: " Tu sei un grande, lo sai cosa facciamo qui a Detroit? Bruciamo le chiese." E io, "Giusto, mi sembra giusto." E ci abbracciamo come cugini.
Mangi merda dal mattino alla sera, sempre, eppure non ingrassi. Sei sempre a farti un culo pazzesco.
Volevi fare i Guns n Roses, eh? Ecco, divertiti. Scarica e carica la roba sotto la neve e appena finito lo show, nudo come un verme e sudato come una bestia. Svuotato di tutto.
Gli strip bar di tutto lo stato ci salutano. E noi salutiamo loro.
Gli occhiali persi, le giacche rubate, gli strumenti che si rompono o che smettono di suonare improvvisamente. Le interferenze nei monitor auricolari nel bel mezzo dello show. Smetti di sentire tutto o senti un pezzo di partita di football mentre stai cantando. Scivoli e un ginocchio va a puttane per un paio di giorni. Ma non senti più un cazzo ormai. Non senti quasi più nostalgia di casa. Il tuo punto di riferimento è la bara ambulante e i tuoi compari diventano fratelli. Ti pari il culo a vicenda.
I coglioni che vengono sempre a dirti "Eh, ma la voce era bassa", e tu dopo due o tre volte vuoi spaccargli la faccia.
Sembra Spinal Tap, leggi recensioni belle e recensioni che ti fanno incazzare, di gente che non ha capito un cazzo e non sa il mazzo che ti fai durante un tour. Non l'hanno mai fatto, non lo faranno mai; stanno lì coi loro occhiali e barbe del cazzo, con Wired sulla scrivania, a puntare il dito e a dire che tu sei troppo Motley Crue per il pubblico. Che cazzo dovrei essere, qualche culattone sifilitico di sinistra forse?
Chicago spacca. È la vera Gotham City d'America secondo me, la gente è fantastica, e trovi davvero di tutto. Davvero.
E come cavolo si può mangiare bene in America amici miei! A New Haven, in mezzo al nulla e alla neve ho mangiato da Pepe's Pizza una delle Margherite migliori in vita mia, da reggere il confronto con quella di Michele a Napoli. Non scherzo! E i granchi giganti dell'Alaska.
Denver e gli amici del Colorado. Erano tre anni che non tornavamo lì, tra i vari tour europei e dj set mi mancavano questi posti, e il calore umano che in Europa e specialmente in Italia non c'è più. Perchè siamo un paese di snob e di invidiosi e perchè facciamo la Guerra dei Poveri.
Salt Lake e non hai nemmeno il camerino: "Dove cazzo è il MIO camerino?!" "Stai calmo Axl! Va tutto bene Axl, Ora ti diamo il tuo Xanax!"
È sempre più Spinal Tap. Ma fai sempre due warm up, prima e dopo il sound check, e stretching e ti pompi con gli elastici e le flessioni al suono dei Fastway. Prendi la bandiera, ti fai uno shot di jack (o due) e sali sul palco durante la intro e il cuore smette di battere. Alzi la mano e centinaia di persone la alzano e gridano. E con questo gioco tu muori e rinasci ogni giorno.
E ti ritrovi una settimana dopo, finalmente a casa tua, nel vecchio continente, tre chili meno, occhiaie da cadavere, con la schiena a pezzi, imbottito di Synflex, in rehab, non riesci a dormire per il jet lag, a vagare per la casa col pass. Magari troverai qualcosa nel frigo, oppure tua moglie ti farà entrare nel privè del letto.
Dopo averti dato una bella strigliata con tutti i disinfettanti esistenti.
Diciotto bottiglie di Jack e una media di 250 bottiglie e lattine di birra, a volar bassi. E tutto il resto.
La sveglia al mattino è, ironia della sorte, sempre e comunque Una Splendida Giornata di Vasco Rossi.

E rifaresti tutto ancora e ancora, perchè ormai sei uno zingaro. E perchè È bello doppo il morir, Vivere anchora.


1 comment:

  1. Questo si che è un pezzo. Grande Lord.. grande il rock . beato te che l ho stai vivendo come quando da giovani lo abbiamo sognato. io non sono arrivato fino in fondo al sogno, ma ogni tanto chiudo gli occhi e ci riprovo perche' è una malattia. fa male a volte , ma ci fa stare anche bene e sentirci vivi.
    sto cercando di immaginare il "tuo rock". e per quello che ti conosco non lo vedo come quello patinato da rivista o mtv. ma vedo un incrocio tra The Dirt il libro dei Motley, the crow(il movie) e la solitudine violenta e post atomica di un mondo alla Kenshiro.
    moderni cowboys armati di jack e xanax ..armi per stre bene in un mondo che fa male... kazzo se fa male.
    mi viene da sorridere..ricordo un pomeriggio afoso prima di andare al covo a suonare (tu sai). si stava guardando su mtv guns n roses live al ritz, sfolgiando un numero di un magazine che pubblicava uno speciale sul thrash metal.
    2014 Lord al ritz ci sei stato...nel mio piccolo quest anno ho inciso con Chris Poland , l uomo ce era sulla cover di quel magazine. Un abbraccio .il viaggio continua.

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